la storia di Daniele P.

Sono sempre stata dell'idea che le vicissitudini della vita non arrivano mai per caso... Ecco la mia storia.
Matilda mia primogenita desiderava fortemente una sorellina o un fratellino, era qualche anno che ce lo ripeteva alle volte anche insistentemente. Erano 8 mesi che ci provavamo ma nulla, probabilmente per via di un periodo di forte stress determinato da problemi di salute della mia cara mamma.. Al termine di qst periodo durato qualche mese, ecco che la tacchetta del mio test di gravidanza che fa capolino nelle nostre vite. Sconvolta e felice iniziamo qst nuovo viaggio in una nuova dimensione in un periodo per niente facile poiché eravamo sommersi nel secondo periodo di pandemia: Mi chiudo in casa, non volevo problemi, non volevo il Covid. Tutto procede per il verso giusto, la mattina ero in maternità a rischio, ma avevo mantenuto il mio lavoro pomeridiano (lavoro come educatrice con ragazzini autistici) e un giorno durante il ritorno a casa, fui tamponata da un'auto.. Ah dimenticavo ero al settimo mese di gravidanza.
Urtai un po il mio pancione, mi recai al PS seguita da chi mi aveva tamponata, ma sola in macchina, ero spaventata dal pensiero che potesse essere successo qcsa al mio piccolino. Effettivamente era successo qcsa ma l'incidente poco centrava. Durante l'ecografia, la ginecologa di turno si assicurava che fosse tutto ok ma ad un certo punto sembrava che la sua attenzione si concentrasse su qcsa in particolare, tanto da farmi preoccupare e chiederle se fosse tutto ok. Me lo ricordo come fosse ieri: mi chiedeva se fossi al corrente di quelle formazioni cistiche polmonari del mio bambino, al mio no, la ginecologa mi chiese se avessi fatto la morfologica, da cui però, nn si evinceva nulla..
Nn volle darmi la certezza di questo volle rivolgersi ad un ginecologo specializzato in malattie del feto il quale mi confermò il problema.
Ecco il mio mondo che cambia. Ecco che mi viene sradicata ogni certezza.
Il mio bambino aveva una malattia rara, chiamata Malattia Adenomatoide Cistica polmonare (Cam-p). In Pochi sapevano darmi delle risposte al riguardo. Cosa ne sarebbe stata di quella gravidanza che procedeva così bene? Cosa sarebbe successo al mio bambino? Avevano preventivato rischi alla nascita perché avrebbe potuto necessitare di ossigeno, di essere intubato... il mio era un caso approfondire, le specializzande avevano una cosa del tutto nuova da studiare dal piccolo polmone del mio feto, mentre dai miei occhi scendevano fiumi di lacrime. Ogni due settimane venivo monitorata dal mio ginecologo sotto mia richiesta, era l'unico Modo che avevo per controllare che tutto procedesse "bene" e per controllare la mia ansia: le cisti erano sparse, alcune piccole, altre grandi... Crescevano con il polmone del mio bambino. Andava avanti la mia gravidanza con la consapevolezza che nn sarebbe stata più normale, iniziai a vederla come una gravidanza patologica ma, da cui, dovevano nascere delle opportunità.. Nella mia sofferenza, qst periodo è stato il più incredibile della mia vita, pieno di cambiamenti positivi per noi..(comprammo casa, mio marito cambiò lavoro, io ero pronta alla laurea etc) Iniziai a pensare di mio figlio, che fosse magico perchè nonostante i pensieri sul suo problema, in qualche modo ero distratta da altre cose positive che accadevano una di seguito all'altra..
Fra confusione e resilienza arrivò il grande gg, alle 5 del mattino Si ruppero le membrane mi recai in ospedale felice che da un momento all'altro avrei conosciuto mio figlio, era arrivato, avremmo finalmente potuto affrontare tutto insieme e l'avrei finalmente tenuto fra le mie braccia. Alle 17 circa iniziarono le contrazioni prodromiche, ascoltavo musica, facevo esercizi, respiravo.. Le contrazioni iniziarono ad aumentare, i dolori anche. Le ostetriche chiamano mio marito dicendogli che sarebbe potuto recarsi in ospedale: un parto durissimo, intenso, lui era con me, qualsiasi cosa fosse successa dovevamo affrontarla insieme! Dopo almeno h 1.5 il mio bimbo venne fuori, PIANGEVA.. Lo misero subito sul seno, io piangevo e ripetevo che Daniele respirava.. Si, respirava da solo il mio bimbo magico.
Lo portarono via per controlli. Lo ricoverarono in terapia sub intensiva perché respirava autonomamente. Io potevo vederlo la mattina successiva.
All'indomani mi fu confermata la diagnosi di Cam. Dopo due gg mi portarono il piccolo in camera perché nn necessitava di respiratore, secondo successo dopo il parto. In ospedale ci rimanemmo per 5 giorni circa dopodichè non essendoci alcun problema ci rimandarono a casa. Tornammo a casa felici di rivedere la sorellona che non vedeva l'ora di conoscere il suo amatissimo fratellino che sino ad allora aveva visto solo tramite videochiamata. Eravamo felici ma consapevoli che quella, nn sarebbe stata un'estate come le altre perchè non ci saremmo allontanati dalla nostra città non conoscendo altre strutture ospedaliere nel caso di necessità. Dani cresceva, i controlli proseguivano e dalle successive due ecografie sembrava che ci fosse stata una involuzione, raro ma possibile.. Ma non durò molto perchè il nostro neonatologo non contento ci prescrisse una radiografia da cui si evinceva una cisti polmonare di cm 2,5..
" Sig.ra deve mettere in conto che bisognerà intervenire chirurgicamente per asportare quella parte non funzionante e che nn sappiamo in futuro come potrebbe evolvere" mi disse il Dott.
Ero disperata.
Il mio bambino, così piccolo, già operato? Non c'era stata un'involuzione? La mia mente si era ormai convinta felicemente dell'involuzione... come avrei potuto di nuovo accettare simile notizia? ricominciai...Cosa succederà al mio bambino adesso? Mi fa paura l'intervento, è una cosa che nn posso gestire ne controllare, chi metterà le mani su suo corpicino, sarà bravo? (insomma li conoscete i pensieri di una mamma)
"Decidemmo" dopo diversi colloqui con i Dott Che il Bambino Gesù sarebbe stata la struttura che avrebbe messo le mani su quel corpicino piccino che nn meritava tutto qst.. Iniziarono così le mie ricerche su chi avrebbe dovuto operare mio figlio: leggo Prof Bagolan mi arrivano notizie sull'eccellenza dei suoi interventi, ok è lui, sarà lui. Ci rechiamo a Roma per la tac, il gg del mio compleanno noi eravamo li, mio figlio doveva essere sedato per via endovenosa per un valore alterato.. Altra preoccupazione ma cosa si fa? Si piange ok.. Ma ci si affida.. Noi nn possiamo fare nulla! I pensieri nn mi aiutavano, anzi.. Tutt'altro.. Ci confermarono la diagnosi.. Il 18 gennaio dovevamo tornare per il ricovero, il 19 l'intervento. Le ore prima dell'intervento le trascorsi a giocare e ridere con mio figlio di 6 mesi.. La notte dormimmo attaccati l'uno all'altro, lui in fascia, solo così qualsiasi rumore nn lo svegliava, insieme ci sentivamo più forti. Verso le 8 iniziarono a prepararlo, lo lavarono, spogliarono.. lui piangeva perchè spaventato, Io ancora che ridevo e facevo la pagliaccia per tranquillizzare il mio piccolo. Dopo aver conosciuto il Prof Bagolan, persona molto sicura di se, disponibile, con occhi penetranti, ce riuscì a rassicurarmi, accompagnai giù il mio Dani in sala operatoria, mi attendevano le anestesiste che mi fecero mille domaNde alle quali rispondevo cercando di mantenere la lucidità. Salutai mio figlio, lui piangeva e mi chiedeva aiuto con gli occhi ma quello era il posto migliore per lui in quel momento. Uscirono per ben tre volte:la prima per dirci che stavano iniziando, la seconda che erano a metà intervento e che tutto procedeva bene, l'ultima era finito l'intervento, Dani aveva superato tutto con successo, l'avrebbero riportato in camera appena risvegliato. Dani era stato sottoposto ad una lobectomia del lobo medio al polmone destro.
Sono Stati gg duri quelli dopo, mio figlio era sotto effetto di oppiacei, epidurale, catetere, cosa erano tutti quei tubi???? nn sorrideva, nn prendeva il mio seno, la sera quando lui dormiva io cercavo di rilassarmi e mi tiravo il latte per farglielo bere al mattino.. nn aveva luce negli occhi...
Certamente però, i giorni che hanno preceduto l'intervento furono senz'altro peggiori, perché nn sapevo, perché vivevo nell ignoto, nella sofferenza di dover affrontare un intervento "maggiore", così chiamato al bambino Gesù perchè si trattava di un intervento ad un organo vitale.
Daniele dopo l'intervento ebbe una ripresa rapidissima, dopo 5/6 giorni eravamo fuori da li. Dai controlli periodici tutto ok, il peggio è finalmente passato, rimane solo quell'ombra con cui ti confronti giorno dopo giorno, quasi inspiegabile, nonostante l'avessi vissuta in prima persona da madre di un bimbo di soli 6 mesi..Oggi Daniele è un bambino sereno, stra-amato da tutti, ha 9 mesi..sorride sempre e con quei sorrisi siamo rinati.
Cari genitori, avrei voluto dirvi ancora tanto ma trovo indispensabile dirvi di essere forti per loro, i momenti bui ci saranno ma non saranno perenni, questi passeranno, non fatevi travolgere da loro. Ogni cosa arriva ad un certo punto, va vissuta e andrà via senza che ve ne rendiate quasi conto, rimarrà solo da vivere una nuova vita, rinascerete con vostro figlio e insieme percorrerete la vostra strada. Scegliete la vostra struttura e affidatevi, nn potete fare altro.
Io ringrazio il bambino Gesù per avermi adottata in quei gg, supportata in tutto e a qualsiasi ora.. Mi hanno ascoltata, compresa, aiutata..Un'équipe impeccabile con tante figure indispensabili in questi casi estremi, compresa la psicologa la quale mi ha supportata e ascoltata quando più avevo bisogno..
..Scusate se Mi sono dilungata un po, ma certe emozioni hanno un inizio ma una fine non la trovano mai..
Sarò felice di confrontarmi con chi lo vorrà, anche solo per conforto, per sfogo o essere semplicemente ascoltata..a me avrebbe fatto senz'altro bene.
Grazie per avermi letto.
A presto.

Ilenja

Ilenjalorusso80@gmail.com